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S.E.M. Società Escursionisti Milanesi Club Alpino Italiano


ATTREZZATURE PER SCI ESCURSIONISMO

Nel momento in cui decisi, per la prima volta, di lasciar scivolare i miei sci su un pendio di neve vergine, all'istante mi resi conto che non mi sarei più stancato di voler ripetere quell'esperienza. Da quel momento in poi ho compreso che in me andavano sempre più a fondersi l'amore per la montagna, il gusto di disegnare il mio percorso di salita su quello stupendo foglio bianco, la cocciutaggine di voler raggiungere ad ogni costo quel colle, quel passo o quella cima, il divertimento nell'orientarsi su quel foglio bianco ricoperto da rocce e boschi ed in ultimo la cosa più emozionante, scivolare verso valle in sicurezza scrivendo quelle curve come volevo io.
Se qualcuno di voi ha scoperto, come me, lo sciescursionismo oppure è intenzionato a scoprirlo ma non ha mai provato a sciare, o magari scia da anni sulle piste e all'improvviso si è chiesto perché non raggiungere la cima senza utilizzare gli impianti e poi sciare nel bosco su quella neve fantastica… Ecco se avete deciso di lanciarvi in questa esperienza allora dovrete anche procurarvi l'attrezzatura idonea alla vostra indole.
Possiamo fare sciescursionismo scegliendo di affrontare escursioni con caratteristiche diverse, dipende molto dalla nostra capacità tecnica ma anche dal tipo di ambiente che vogliamo vivere.

Se non abbiamo mai sciato o le nostre esperienze sono di tipo fondistico, con percorsi facili su piste battute, e non intendiamo affrontare escursioni di maggior impegno, possiamo utilizzare la classica attrezzatura per passo alternato con attacco Salomon, Fisher, Alpina o meglio ancora Rottefella NNN BC (decisamente robusto), sci da fondo senza lamine della Atomic, Fischer, Madshus, Rossignol o Salomon abbinati ad un paio di scarpette della Alpina, Rossignol, Fischer o Salomon (le prime due case sono compatibili con l'attacco NNN BC -new nordic norm back country-). Lo sci cercheremo di acquistarlo o noleggiarlo non troppo lungo, massimo 15/20 cm oltre la nostra altezza (risulta più facile da utilizzare), con soletta da sciolinare; se siete "pigri" anche scagliato o di tipo chimico (una volta con dei Fischer scagliati ho risalito un ghiacciaio, tenevano perfettamente). Questa attrezzatura ci consente di effettuare percorsi non battuti da mezzi meccanici con ridotti dislivelli ma con un buon numero di km, e risulta quindi adattissima a mulattiere e carrarecce che percorrono i fondovalle o che salgono con molti tornanti: per fare un esempio, potete benissimo affrontare un dislivello di 575 metri con uno sviluppo di 36 km A/R per raggiungere dal Rifugio Campomulo il Monte Ortigara nell'Altopiano di Asiago. Per quanto riguarda i bastoncini dovremmo munirci di un tipo robusto e di altezza sufficiente da ottenere, dopo averli impugnati e poggiato a terra le punte, un angolo di circa 90° tra il braccio e l'avambraccio; il modello telescopico è forse un pò più fragile ma potrete ottenere l'altezza che più si adatta a voi.
Questo tipo di attrezzatura ci permette di poter eseguire le tecniche di salita tipiche dello sci di fondo come il passo a spina di pesce oltre naturalmente al dietro-front che è comune allo scialpinismo e allo sciescursionismo; per quanto riguarda la discesa è possibile ottenere buoni risultati per sicurezza e divertimento utilizzando tecniche come la discesa diagonale, lo spazzaneve/virata elementare e la raspa. Se il pendio non è ripido ed abbiamo un buon strato di neve fresca si può provare a scendere sollevando e caricando gli sci alternativamente mentre li puntiamo nella direzione voluta, ciò risulterà divertente ed aumenterà di molto la sensibilità dello sciatore.

E' possibile tuttavia sperimentare discese con tecniche più evolute, come lo stem/cristiania, il parallelo ed il telemark, ma daranno sicuramente più soddisfazione a sciatori con buone capacità tecniche che, per ottenere una maggiore sicurezza e divertimento, sostituiranno presto questa attrezzatura con altra più specifica. Infatti, il limite di questa attrezzatura si noterà soprattutto in discesa su pendii ripidi di neve profonda o molto dura: nasceranno problemi di stabilità a causa della leggerezza, la ridotta larghezza e la mancanza di lamine negli sci oltre alla scarsa rigidità del gambaletto delle scarpette di tipo fondistico. Se avete evidenziato questi limiti è chiaro che voi puntate a realizzare escursioni di tutt'altro impegno; bene è arrivato il momento di acquistare un'attrezzatura di tutt'altro calibro, dico acquistare e non noleggiare perché ora iniziate ad avere le idee chiare: questo è il vostro sport, volete solo migliorare.

Vi dico subito che nel fare questo salto qualitativo la grande novità sarà l'acquisto delle pelli di foca o tessilfoca: queste non sono altro che delle strisce di materiale sintetico che tramite un lato adesivo, staccabile, vengono fatte aderire alla soletta dello sci; l'altro lato si presenta come una superficie simile appunto ad una pelle di foca, sufficientemente rasata, con un verso, quello che spinge verso la coda dello sci, che tende ad aderire al pendio innevato mentre l'altro verso, rivolto verso la punta, scivolerà sulla neve senza intoppi. Le pelli di foca consentono di aderire così bene al manto nevoso da poter affrontare pendenze che possono raggiungere senza difficoltà i 25 gradi. Pendio più ripido vuol dire generalmente escursione con un minor sviluppo chilometrico ma un maggiore dislivello. La pelle deve risultare circa 4/5 mm più stretta rispetto al centro dello sci, allo scopo di lasciare sempre scoperte le lamine; una volta fissata la pelle tramite un gancio alla punta dello sci e dopo averla fatta aderire ben distesa alla soletta dello sci, la taglieremo a circa 5 cm dal termine della coda. Già, che tipo di sci? Lo sci deve essere idoneo per il nuovo tipo di escursioni, deve cioè presentare una struttura più pesante (almeno il doppio rispetto ad uno sci di ispirazione fondistica), rigido alla torsione ma flessibile longitudinalmente, senza il tipico ponte al centro, con lamine che lo percorrono lungo tutta la sua lunghezza per una tenuta superiore in presenza di nevi compatte. Questo sci si differenzia rispetto al modello da fondo anche nella forma, in quanto ha una sciancratura più marcata; infatti il centro dello sci sarà più stretto rispetto alla spatola ed alla coda. La sciancratura consente allo sci (lo si nota chiaramente in curva) di far aderire completamente gli spigoli alla superficie nevosa grazie anche alla migliore flessibilità di cui vi parlavo.
È consigliabile che lo sci abbia almeno queste larghezze: spatola 75 mm, centro 55, coda 65; misure più grandi, a parte il maggior peso, sono sicuramente da preferire, in quanto permettono un maggiore galleggiamento su nevi fresche e profonde. Per quanto concerne la lunghezza sono dell'opinione che se lo sci si presenta con le misure suddette possiamo utilizzare come riferimento la nostra altezza o poco di più (siamo alti m. 1,70 - sci lungo 1,70/1,75). Possiamo ridurre la lunghezza qualora intendiamo acquistare uno sci con una larghezza decisamente maggiore (es. 95/65/85) in quanto tale riduzione verrebbe compensata da una maggiore superficie di contatto ottenuta dallo sci con l'incremento della sua larghezza. Lo sci potrà così essere più corto della nostra altezza di circa 5/10 cm; non oltrepasserei questo limite in quanto con nevi dure e veloci soffriremmo le forti vibrazioni e la scarsa stabilità.
Sci di questo tipo ci costringono ad adottare un attacco del tipo "Rottefella da 75 mm Nordic Norm", uno standard ormai da molti anni. Gli attacchi che troviamo in produzione (Black Diamond, G3, Karhu, Rainey, Rottefella, Ultimate, Voile) si presentano con forme e caratteristiche più o meno simili ma in comune hanno lo standard dei 75 mm. Diciamo che questi attacchi si differenziano per due scuole di progetto: da una parte c'è una scuola che è convinta che lo scarpone debba essere sostenuto da cavi di acciaio che lo circondano quasi totalmente sino ad agganciarsi sul tallone tramite una chiusura a scatto (questo attacco è obbligatorio qualora si adottino scarponi in cuoio), mentre l'altra scuola preferisce adottare una piastra (in plastica o metallo) sulla quale poggia la suola dello scarpone che va ad ancorarsi al tallone sempre con una clip a scatto. Alcuni modelli risulteranno leggeri, altri più pesanti, specialmente quelli che adottano un sistema di sgancio di sicurezza. Molto interessante si è rivelato il Karhu 7tm, classici ed affidabili invece i Rottefella ed i Black Diamond, molto robusti il Raney ed il G3, arzigogolati e un po' pesanti i Voilé con ganascia e pistone di sicurezza. Un consiglio, non dimenticatevi di farvi montare sullo sci una talloniera con alzatacco, vi farà risparmiare fatica in salita sui pendii più ripidi.
Parliamo ora di scarponi, questi, come dicevo prima, devono adottare rigidamente suole standard 75 mm Nordic Norm. Attualmente vengono prodotti scarponi quasi totalmente in materiale plastico, con annessa scarpetta interna, con caratteristiche termiche ottime, così come il comfort e la durata nel tempo; questi scarponi sono quindi utilizzabili in regioni molto fredde o a quote elevate. Un consiglio: se volete che lo scarpone vi soddisfi appieno e vi dia quel senso di libertà che è tipico dello sciescursionismo (sono convinto che quando giungeranno a produrre attrezzature eccessivamente tecnologiche e costrittive, come sta accadendo nello sci alpino, qualcuno forse scoprirà nuovamente il fascino di un attrezzatura più leggera ed il senso di libertà che offre, magari scarponi prodotti con materiali più flessibili e simili al cuoio, sarà un ritorno al passato) assicuratevi che risulti estremamente comodo, sufficientemente rigido sul gambaletto ed estremamente flessibile sulla punta (per questa caratteristica dovrebbe somigliare il più possibile ad una scarpa in cuoio). Attenzione, non acquistate scarponi che si presentano con "doti" da gara, sono troppo rigidi e difficili da gestire. Per finire: due ganci sono sufficienti, tre ganci sono più che perfetti, oltre vi sembrerà di avere la gamba ingessata. Se usate scarponi in cuoio, come me, sappiate che sono decisamente più pesanti ma creano un'atmosfera che definirei "vintage" con quella loro naturale flessibilità. Per quanto riguarda i bastoncini vi consiglio quelli telescopici con punta in acciaio ed una rotella grande. L'altezza dei bastoncini deve essere tale che, una volta poggiate a terra le punte, il gomito deve formare un angolo superiore a 90 gradi; questo vi eviterà di ritrovarvi con la spalla troppo in alto quando scierete a telemark.

A questo punto se con questa attrezzatura riuscite a coprire forti dislivelli, non avete paura dei pendii ripidi e nelle vostre escursioni incontrate sempre più spesso scialpinisti, pur senza sovrapporvi a loro, in quanto lo sciescursionismo non contempla il suffisso "alpinismo", potete ulteriormente perfezionare l'attrezzatura o parzialmente migliorarla anche in termini di sicurezza.
Cosa possiamo fare? Io vi consiglierei, prima di tutto, di montare dei rampanti per facilitare la progressione sui traversi ripidi e con neve dura. Se siete diventati ottimi sciatori ed i vostri sci li ritenete insufficienti perché troppo stretti e quindi non soddisfacenti su nevi profonde o magari eccessivamente pesanti potete sostituirli con un paio che, alla spatola, potranno essere larghi sino a 105/110 mm (pelli di foca sciancrate? -per me scomode-), lunghi quanto la vostra altezza o poco meno, e magari di un tipo più leggero per facilitarvi nelle escursioni con forti dislivelli (sci estremamente leggeri risultano peraltro essere molto impegnativi); ricordate però che sci con forti sciancrature e molto corti ("quelli che curvano da soli") saranno sì validissimi su pendii che presentano passaggi stretti ed impegnativi ma, forse, non vi daranno quella sensazione di sciare come "volete voi", impostando la curva come "volete voi", se affrontate pendii ampi e non troppo ripidi (sarà forse una questione di gusti?, provate).
Certamente non ho detto tutto, anche perché il tutto cambia e spesso le mode concorrono a questo cambiamento, magari tra qualche anno ritorneremo a sci meno sciancrati; ma gli sci sciancrati non esistevano già 100 anni fa? Una cosa mi preme comunque ricordarvi: "Che l'Arva sia con voi…..sempre acceso s'intende".

Gerardo